6. Latte artificiale
- Carolina Gotti
- 4 mar
- Tempo di lettura: 6 min
Aggiornamento: 20 mag
Inizio questo articolo dicendo che ogni parto è diverso e ogni bambino ha esigenze differenti. E' sempre importante affidarsi a degli specialisti che sono esperti in materia e conoscono la situazione specifica su cui vanno ad operare. Lo scopo di questo articolo è quello di condividere la mia esperienza e, laddove possibile, fornire qualche consiglio pratico per affrontare al meglio le difficoltà dei primi mesi.
Quale scegliere: liquido, polvere e tabs
Durante la fase di mastite e di allattamento misto, il pediatra mi ha consigliato di utilizzare il latte artificiale Aptamil 1 Nutribiotik. Come per la maggior parte delle marche presenti sul mercato, ci sono 3 diverse versioni dello stesso latte:
Latte Liquido: è la soluzione più comoda perché è già sterile e pronto all'uso. Non servono misurini o conversioni, basta versare la quantità e scaldarlo. Dall'altro canto, però, ha un costo molto elevato e soprattutto, una volta aperto, va conservato in frigo e consumato entro 24h.
Latte in Polvere: è la soluzione più conveniente dal punto di vista economico. Si tratta di una polvere che va ricostituita con l'acqua calda, seguendo dosi precise per evitare possibili errori di dosaggio. Non è però un prodotto sterile, quindi va preparato con attenzione e necessita di igiene rigorosa. E' sicuramente meno pratico, soprattutto fuori casa, ma dura più a lungo e ha una modalità di conservazione più semplice (non richiede il frigorifero). E' anche disponibile ovunque.
Latte in Tabs: una novità rispetto alle soluzioni tradizionali. Si tratta di compresse predosate che si sciolgono nell'acqua calda. E' una soluzione molto pratica durante i viaggi e le gite fuori porta: il dosaggio è preciso e immediato, sono facili da trasportare e c'è meno rischio di sporcare. Il prezzo è più alto del latte in polvere, ma più ridotto rispetto al latte liquido.
Come scaldare il latte artificiale
Così come il latte materno, il latte artificiale liquido essendo già sterile, può essere bevuto a temperatura ambiente, oppure scaldato ad una temperatura di 37° circa.
Per preparare il latte in polvere, invece, è necessario portare l'acqua ad una temperatura di circa 70°, aggiungere la polvere e raffreddare il biberon fino ai 37°.
Infine, il latte in tabs, ha una preparazione intermedia in quanto bisogna portare l'acqua ad una temperatura di 40°-50°, aggiungere le compresse e raffreddare il biberon fino ai 37°.
Ci sono tantissimi modelli di scalda biberon che possono aiutare le neo-mamme nella preparazione del latte, da quelli fissi a quelli portatili. Qui i miei top choices da valutare.
Grownsky 10-in-1 (€46): è forse il modello più completo. Può essere usato per il latte liquido in quanto riscalda fino a 120ml di latte a 37° in soli 2 minuti (che sembrano una eternità quando il neonato è affamato e urla!). Inoltre, grazie alla funzionalità di vapore controllato, può scaldare l'acqua fino a 70° per preparare il latte in polvere. In aggiunta, ha una funzionalità di mantenimento a caldo (fondamentale durante la notte, così da avere sempre il latte pronto a temperatura), oltre che le funzioni di scongelamento, di sterilizzazione a vapore.
Philips Avent Premium 2-in-1 (€75): risulta più affidabile grazie al riscaldamento a bagnomaria di livello ospedaliero, raggiungendo tutte le temperature necessarie alla preparazione delle diverse tipologie di latte (liquido, in polvere e tabs). Anche questo ha la funzione di sterilizzatore, tuttavia mantiene in caldo per soli 60 minuti. Tuttavia, non offre la funzione dello scongelamento avanzato né del riscaldamento delle pappe.
Momcozy Portatile (€90): è una borraccia che scalda il latte a 37° in 5 minuti, e l'acqua a 40° in soli 2 minuti (per il latte artificiale). Può essere usato per preparare il latte liquido e il latte in tabs, tuttavia non arriva a temperature sufficientemente alte (70°) per preparare anche il latte in polvere. Ha una grande capacità di serbatoio (500ml), pesa poco ed è poco ingombrante. La batteria ricaricabile permette di scaldare il latte fino a 8 volte.
VEO Portatile (€145): a differenza alla borraccia Momcozy, è una base su cui si deve attaccare direttamente il biberon (grazie ai vari adattatori, tutti i principali brand sono compatibili). E' l'unico ad arrivare fino a 70° di temperatura, rendendo possibile preparare anche il latte in polvere. La batteria ricaricabile permette di scaldare il latte fino a 6 volte .
Durante la fase di allattamento misto, a casa ho usato il Grownsky (come sempre, gentilmente prestato da un'amica neo-mamma). Come scalda latte portatile, invece, avevo acquistato il Momcozy con cui mi sono trovata molto bene ma, se dovessi tornare indietro, probabilmente prenderei il modello VEO che permette di scaldare anche il latte in polvere.
Biberon: modelli e funzionalità
Anche quando si parla di Biberon, si apre un mondo infinito di modelli e funzionalità.
I biberon più utilizzati sono sicuramente quelli della MAM per tre motivi principali. Innanzitutto sono anti-colica, grazie ad un sistema di ventilazione sul fondo che evita la formazione di aria nel latte. Inoltre, molte componenti sono intercambiabili permettendo di adattare il biberon alle diverse necessità: dalle tettarelle con flussi differenti ai corpi bottiglia di varie dimensioni. Infine, offrono un pratico sistema auto-sterilizzante (molto utile soprattutto nelle prime settimane): basta smontare e assemblare le componenti nell'ordine corretto, aggiungere un po' di acqua e scaldarlo in microonde per pochi minuti.
Nelle prime settimane, quando ho avuto la mastite e ho dovuto alternare l'allattamento al seno con il latte artificiale, la mia ostetrica di fiducia mi ha consigliato altri due biberon, sempre anti-colica. Il primo, della Philips Avent, ha un flusso molto controllato, simile al ritmo naturale dell'allattamento perché il latte esce solo se il neonato succhia. Il secondo, della Lansinoh, ha un flusso più fluido e continuo, pur imitando un movimento naturale della suzione al seno. Mio figlio, che spesso si addormentava durante l'allattamento, si è trovato meglio con il biberon della Lansinoh grazie al flusso più fluido, che gli permetteva di bere con meno fatica.
Un altro biberon che vale la pena menzionare, non ultimo per importanza, è il HappyMami. Me l'ha consigliato una neo-mamma che ha allattato sua figlia per 12 mesi e che rifiutava tutti i biberon sopracitati. Si tratta di un biberon la cui tettarella è personalizzabile: si può scegliere la forma del seno, la lunghezza ed elasticità del capezzolo, così come il flusso desiderato. In questo modo, il bambino ritrova una sensazione molto simile all'allattamento naturale facilitando il passaggio dal seno al biberon. Inoltre, è realizzato interamente di silicone medico, quindi è molto morbido e flessibile ed ha un doppio sistema di anti-colica integrato.
Biberon: come lavarli e sterilizzarli
A differenza dei biberon della MAM, che offrono un pratico sistema auto-sterilizzante, gli altri modelli di biberon vanno sterilizzati.
Sterilizzatura classica: dopo aver lavato con acqua e detersivo tutte le componenti del biberon, inserisci tutto in una pentola piena d'acqua, porta ad ebollizione e lascia bollire per 5/10 minuti. Togli con le pinze e fai asciugare su un panno. Questo sistema è molto economico ed efficace, ed è sempre disponibile. Tuttavia, è un po' scomodo e dispendioso in termini di tempo.
Sterilizzatura a vapore elettrico: esistono dei dispositivi che sterilizzano e asciugano tutte le componenti dei biberon e/o tiralatte, utilizzando il vapore ad alta temperatura. Si tratta di una piccola scatola in cui inserisci tutte le componenti da sterilizzare e alla cui base aggiungi un piccolo quantitativo di acqua. Una volta avviato il ciclo, nel giro di 5-10 minuti tutto viene sterilizzato e - se mantenuto il coperchio chiuso - si asciuga e rimane sterile per 24h.
Scalda biberon/sterilizzatore multifunzione: modelli come il Grownsky 10-in-1 o il Philips Avent Premium 2-in-1 hanno la funzione di sterilizzazione e asciugatura integrata. La modalità è simile a quella dello sterilizzatore elettrico, dovendo aggiungere una piccola quantità di acqua nel dispositivo e avviare il ciclo di sterilizzazione. Tuttavia, essendo di dimensioni più ridotte, lo scalda biberon può sterilizzare meno componenti alla volta.
Indipendentemente dal metodo di sterilizzazione, un accessorio molto comodo da avere è lo scola biberon - che ti permette di far asciugare al meglio tutte le componenti. Io lo uso ancora, durante lo svezzamento per asciugare piatti, ciotole e posate di mio figlio.
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